Caos scuole, non cambia nulla dopo il pronunciamento del Tar. Emiliano: "Sono molto soddisfatto"

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Non è cambiato nulla. Le scuole pugliesi restano aperte ma le famiglie che lo riterranno opportuno possono chiedere di applicare ai figli la didattica a distanza: rimane in vigore l'ordinanza 413 del 6 novembre 2020 con cui il presidente Michele Emiliano ha superato la precedente ordinanza, la 407, che il 28 ottobre aveva decretato la chiusura delle scuole in regione. Per questo il Tar di Bari, dichiarando improcedibile la richiesta di sospensione del provvedimento avanzata da alcune famiglie e di una associazione di consumatori, ha di fatto detto no all'ordinanza (già  sospesa con un decreto monocratico urgente) con cui la Regione imponeva a tutti gli istituti di passare alla didattica a distanza. I giudici (presidente Ciliberti) hanno considerato inutile procedere all'audizione di Emiliano ma hanno osservato che la nuova ordinanza 413 (quella che prevede la Dad per chi ne fa richiesta non volendo mandare i figli a scuola) deve essere considerata pienamente valida fino al 3 dicembre. "Sono molto soddisfatto dell'ordinanza cautelare del Tar di Bari che ha legittimato la Didattica integrata digitale (Did) anche nelle scuole del ciclo primario come disciplinata dall'ordinanza n. 413 attualmente in vigore. Con questa ordinanza è infatti consentito, su richiesta delle famiglie, di contemperare il diritto allo studio con il diritto alla salute degli studenti e delle loro famiglie. Con l'Ordinanza 413 la scuola deve mettere a disposizione di tutti gli alunni la Did, per rispettare il diritto di chi ne fa richiesta". Lo afferma il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. "Ci tengo a precisare che il Tar non ha affatto intaccato la legittimità  della precedente ordinanza (la 407) avendone rilevato esclusivamente la sopravvenuta inefficacia perchè emanata prima dell'ultimo dpcm. La questione è puramente tecnica. La Regione Puglia, anche dopo l'emanazione del nuovo dpcm, mantiene pieno il potere di tutelare la salute pubblica con provvedimenti temporanei che possano riguardare anche la scuola, come ha già  fatto in concreto con l'ordinanza 413 attualmente vigente. Il dpcm può quindi essere derogato dai presidenti di regione con provvedimenti più restrittivi. Lo spirito di collaborazione col Ministero della pubblica istruzione e la stretta osservanza del diritto ci ha portato ad una buona soluzione che nel dialogo tra le parti potrà  essere ulteriormente migliorata". Come spiega l'Avvocatura regionale: "L'attuale ordinanza 413/2020, ai fini della riduzione del rischio di diffusione epidemica consente infatti - per il primo ciclo di istruzione - la didattica integrata a distanza alle famiglie che ne facciano richiesta, precisando che agli studenti che hanno chiesto la didattica digitale integrata non può essere imposta la didattica in presenza e che l'eventuale assenza deve sempre considerarsi giustificata".