Il GUP presso il Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, con la sentenza di proscioglimento emessa il 04.11.2021, potrebbe aver posto fine al calvario che Giuseppe De Stefano è stato costretto a subire da un anno a questa parte, attestando, in maniera inequivocabile, la sua assoluta estraneità quale concorrente esterno alla “Società Foggiana” e a tutte le attività illecite perpetrate dai clan mafiosi sul territorio di Foggia.

Nella tarda mattinata di ieri, nell’aula bunker di Bitonto, il Tribunale di Bari, in primo grado, ha sentenziato la condanna – a vario titolo – di 22 imputati, molti dei quali arrestati nel mese di ottobre del 2019 dai carabinieri del nucleo investigativo di Foggia a seguito della maxi operazione convenzionalmente denominata “Neve di Marzo”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Bari.

Secondo l’accusa, che contesta la corruzione, Landella avrebbe ricevuto dall’imprenditore foggiano Paolo Tonti almeno 32.000 euro per il voto favorevole alla deliberazione per la proroga del programma di riqualificazione urbana cui era interessata la Tonti Raffaele Coer srl. Dalle indagini è inoltre emerso che parte della somma corrisposta è stata poi consegnata dalla moglie del sindaco, Daniela Di Donna, agli altri consiglieri comunali indagati.

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