Riportato in vita il Cristo morto. Starace: “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile l’intervento”

Riportato in vita il Cristo morto. Starace: “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile l’intervento”
“E’ stato riportato in vita il Cristo morto”. Ieri, con questo voluto e apparente ossimoro, la past presidente (presidente uscente) del Lions Club Manfredonia Host, professoressa Carlotta Fatone, ha salutato la riconsegna della statua in cartapesta raffigurante Cristo alla croce (risalente al XVIII sec.), di anonimo di probabile scuola leccese, collocato nella sede comunale decentrata di Palazzo della Sorgente (ex Tribunale).
Un intervento di restauro che è stato reso possibile grazie ai fondi del Lions Club Manfredonia Host provenienti dai contributi volontari di varie realtà professionali e commerciali raccolti in occasione della Regata velica di beneficenza 2017 “3°Lions Trophy Challenge Daunia Cup” e grazie all’intervento economico della Fondazione Monti Uniti di Foggia, una delle sei dislocate nel Meridione su un totale di 90 in tutto il territorio nazionale, rappresentata ieri dal suo presidente, il professor Aldo Ligustro

Il Lions Club Manfredonia Host, il 28 novembre 2017, appreso dell’esistenza di un crocifisso in legno e cartapesta bisognevole di intervento di restauro, aveva proposto al Comune di Manfredonia di finanziare l’opera di recupero e restauro del bene mobile artistico, facendosi carico delle spese necessarie per il restauro, il trasporto e l’assicurazione del bene. Il Comune di Manfredonia trasmetteva il progetto, redatto dalla ditta di restauro Omphalos di Leonardo Marrone, alla competente Soprintendenza con sede in Foggia, per l’autorizzazione del caso e, il 4 maggio scorso, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio autorizzava, con condizioni, il restauro della statua in cartapesta raffigurante Cristo alla croce.

Il saluto del presidente Lions Manfredonia, Michele Roberti, ha aperto la serata e, dopo i saluti di rito e i giusti riconoscimenti tributati all’impegno fattivo e al lavoro svolto dall’ingegnere Giuseppe Di Tullo e dall’architetto Franco Sammarco, il restauratore Leonardo Marrone ha avuto modo di raccontare, davanti ad una numerosa platea giunta a Palazzo della sorgente per assistere alla riconsegna del ‘Cristo alla croce’ a restauro ultimato, “L’opera, di 130 cm di altezza, è stata conservata per anni proprio in questa stanza, dopo esservi stata trasferita dalla chiesa di San Domenico. E’ stata spesso notata ma non si è riusciti ad apprezzare la vera importanza della stessa, dal punto di vista tecnico, presumibilmente perché questa era coperta da uno strato di colore giallastro che non le rendeva più giustizia. Nessuno voleva spostarla, per giunta, perché l’opera era completamente lesionata sia nella zona delle braccia e sia in quella dei piedi”.

“La cartapesta – ha spiegato e descritto Marrone - viene realizzata attraverso una serie di strati di carta, attaccati tra loro dalla colla, rivestiti con uno strato di gesso. Le lesioni riscontrate non erano semplici ‘rotture’, visto che la cartapesta è vuota, perciò occorreva ricostruire gli strati per restituire consistenza all’opera. Ognuna delle mani si manteneva a stento, senza un reale sostegno, con un laccio e un chiodo metallico da muratore che era stato aggiunto successivamente, oltre a quello di legno che è proprio dell’opera. Anche i piedi e le caviglie erano legati da un laccio e si presentavano del tutto schiacciati, forse per l’umidità. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione della Sovrintendenza per l’intervento progettato, siamo andati a cercare le zone dove non c’erano ridipinture e, così facendo, abbiamo appurato che la parte della schiena non era mai stata ridipinta perché, ogni volta che vi era stato un intervento, l’opera non era mai stata smontata. La vernice gialla con cui era ricoperta, una volta grattata, ha lasciato spazio ad un altro colore biancastro, che era quello più intenso e duro da rimuovere, e sotto quest’ultimo abbiamo ritrovato il colore dell’incarnato”.
Leonardo Marrone ha concluso evidenziando che “Questo ‘Cristo in croce’, interamente in cartapesta, risulta più antico e più importante rispetto alle opere simili che venivano realizzate, invece, con le mani, i piedi e la testa in terracotta per poter soddisfare rapidamente la domanda che diventava sempre più crescente”.
L’assessora Starace, presente all’evento, non ha nascosto l’emozione e la soddisfazione, ringraziando per conto dell’Amministrazione comunale da lei rappresentata “tutti coloro che, in sinergia, hanno reso possibile l’intervento”. E ha concluso il suo breve intervento con un auspicio: “L’arte, che è del popolo, è ritornata alla nostra comunità, come spero possa accadere anche per altre opere che necessitano di maggiore attenzione e cura”.

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Piero Paciello
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