Periferie al centro, il nuovo bando della Regione che valorizza l'offerta culturale e l'inclusione

Periferie al centro, il nuovo bando della Regione che valorizza l'offerta culturale e l'inclusione
E’ stato presentato stamane nella Sala Stampa della Presidenza della Regione Puglia, (Lungomare Nazario Sauro 3, Bari), dall'assessore regionale all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, dall'assessore regionale al Bilancio e alle Politiche giovanili Raffaele Piemontese e dal presidente del Teatro Pubblico Pugliese Giuseppe D'Urso l’avviso pubblico “Periferie al Centro”, l’intervento di inclusione di Inclusione culturale e sociale della Regione Puglia. L’intervento si concretizza in un insieme di azioni volte a valorizzare le periferie e il loro ruolo attraverso un’offerta culturale e una specifica programmazione di spettacolo dal vivo mirate a rivalutare le periferie stesse nell’ottica di luoghi di apertura e sperimentazione, capaci di diventare motore propulsore di nuovo sviluppo culturale e sociale.
Come è noto la Regione Puglia, al fine di delineare la propria strategia di sviluppo culturale e, quindi, le azioni di valorizzazione, innovazione e promozione dell’intero sistema cultura, nonché le priorità di intervento, ha avviato la costruzione del Piano strategico della Cultura per la Puglia 2017-2025: PIIIL - prodotto, identità, innovazione, impresa, lavoro.
Partendo dalla consapevolezza che la Puglia, seppure contando città importanti per storia e attualità come capoluoghi di Provincia, è stata a lungo considerata una regione “periferica” rispetto al sistema dello spettacolo dal vivo e culturale italiano e che solo dopo molti anni di lavoro capillare sul territorio regionale si è sviluppato un sistema regionale a partire proprio dai capoluoghi di Provincia, il Teatro Pubblico Pugliese – a partire da quanto illustrato nel Piano strategico della Cultura della Regione Puglia (2017-2016) riguardo al riequilibrio territoriale delle risorse e attività intende sviluppare ulteriormente questo sistema e rafforzarlo a partire dalle zone culturalmente più emarginate come le periferie delle aree dei grandi centri urbani ed i Comuni medio-piccoli, piccoli o piccolissimi che nella quasi totalità mancano di offerta culturale per vari fattori contingenti.

Assecondando uno dei caratteri specifici del circuito, quello cioè di diffondere la cultura dello spettacolo dal vivo anche e soprattutto nelle aree più remote, si da’ dunque vita a questo Bando.
Un Avviso con il quale il TPP intende effettuareuna ricognizione di progetti artistico-culturali, al fine di definire la propria programmazione di attività di spettacolo dal vivo ed iniziative culturali collaterali da realizzare in Puglia nel periodo compreso tra il mese di ottobre 2019 e giugno 2020 che coinvolgano sia le periferie “geografiche” della regione, sia le “periferie” sociali e culturali, cioè quelle aree “di margine” che caratterizzano la nostra regione, riconquistando identità rurale e memoria dei luoghi al fine di porre un argine all’abbandono di parti crescenti del territorio e del patrimonio materiale e immateriale.

Tra i requisiti per partecipare all’Avviso, rivolto ad operatori e associazioni culturali (i cui requisiti precisi saranno riportati nel bando) è necessario che i progetti proposti debbano realizzarsi all’interno di borghi o comuni con meno di 30 mila abitanti (come risultanti dal Censimento ISTAT 2011) oppure in quartieri periferici di comuni con oltre 30 mila abitanti; possono presentare progetti artistico-culturali soggetti riuniti in rete composta da almeno un soggetto definito Senior ed almeno un soggetto Junior per ogni Comune coinvolto nel progetto, in possesso di elementi e caratteristiche precise. Tutti punti da leggere nell’Avviso che verrà pubblicato nelle prossime ore sul sito www.teatropubblicopugliese.it.
Loredana Capone:
“Come si fa ad entrate nelle case di chi non va a teatro o di chi un teatro non ce l’ha? Come fanno le Istituzioni ad entrare nelle case di chi non va a teatro o un teatro non ce l’ha? È questa la sfida della Regione Puglia che, anche con il progetto periferie al centro, insieme al Teatro Pubblico Pugliese, vuole aiutare le associazioni locali a dotarsi di quegli strumenti che consentano loro di lavorare su un percorso che è contemporaneamente culturale e sociale. Perché fare entrare la cultura nelle case, ancor più nelle periferie, per noi significa innanzitutto coltivare relazioni umane con le persone.
Periferie al centro, allora, è soprattutto una call per progettare insieme, attraversato l’arte e la cultura, città nuove, in cui non c’è differenza tra nord e sud, non c’è differenza tra centro e periferie. Contro gli stereotipi e i pregiudizi perché se è vero che per ragioni contingenti spesso le periferie sono luoghi più complicati da vivere, rispetto ai centri urbani, è vero anche che proprio per questo sono posti vivi, capaci di reinventarsi, di generare energia creativa, di fare comunità.
Il nostro invito, anche stavolta, non è quindi ad utilizzare “muri” ma ad esprimere il talento. Non un’opera finale ma un laboratorio esperenziale che sappia stimolare la produzione creativa, che faccia diventare gli spettatori protagonisti, autori”.

"Abbiamo pensato di andare a snidare e scatenare creatività, sensibilità artistica e curiosità culturale all’interno di borghi o comuni con meno di trentamila abitanti o nei quartieri periferici delle grandi città, con spettacoli o laboratori teatrali coinvolgenti per ragazzi o giovani under 35, preferibilmente allestiti in luoghi non consueti per la programmazione di spettacolo dal vivo", sottolinea l'Assessore Regionale Raffaele Piemontese.

"Il bando Periferie al Centro è uno degli interventi a chi la Regione Puglia e il Teatro Pubblico Pugliese tengono particolarmente, perché attua una politica di inclusione di quartieri, Comuni, periferie urbane, nei quali non sempre c’è stata una programmazione teatrale strutturata. Attraverso questo bando daremo stimoli e indicazioni per offrire proposte culturali adatte per avvicinare sempre più gente al mondo del Teatro, dello Spettacolo dal Vivo e della Cultura in generale", spiega Giuseppe D'Urso.

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Piero Paciello
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