La “leggerezza” delle sculture di Corrado Grifa

Mercoledì 22 Gennaio 2020
La “leggerezza” delle sculture di Corrado Grifa
La mostra “Sculture di Corrado Grifa” organizzata dal Polo Museale della Puglia presso il Parco Archeologico di Siponto è stata visitabile nell’openspace del Parco sino al 7 gennaio 2020, è stata selezionata ed ammessa alle votazioni per il "Premio Italive 2019". Le sculture di Grifa presentano un fascino indecifrabile, legato ad una ricerca di motivi, temi, ispirazioni che conducono ad unità la materia con la forma, l’una e l’altra legate ad una spiritualità non invadente, conclamata, confessionale, bensì intimistica, silenziosa, che nasce dalla volontà di contrapporre al rumore e al peso del quotidiano, una leggerezza atarassica. Leggerezza è appunto il tema della mostra ad ingresso gratuito.

“La mostra di Corrado Grifa è ospitata all’interno del Parco archeologico sipontino, accanto all’installazione di Tresoldi. Partita da un po’ di tempo, l’esposizione artistica è stata organizzata in occasione della giornata nazionale dell’arte contemporanea e, vista la grande affluenza di visitatori, provenienti da tutto il mondo, abbiamo deciso di prorogare i termini di visita. L’aspetto interessante di tutto è costituito dal fatto che la mostra delle opere di Corrado Grifa è stata selezionata a livello nazionale da Italive, premio portato avanti da Autostrade d’Italia, con la partnership del Ministero dei Beni e delle Attività culturali avente la finalità di indicare ai viaggiatori i siti e le mostre più importanti sul territorio, votando dal sito si dà la possibilità di far vincere le esposizioni più suffragate”, fa sapere a l’Attacco il direttore del Parco Archeologico di Siponto, Alfredo Di Biase.

“Ci auguriamo di riuscire a far ottenere quanti più voti possibili alla mostra di Grifa, non per ricevere il premio, ma per sponsorizzare quello che è a mio avviso uno dei territori più belli e ricchi di storia della regione Puglia e i numeri di presenze che il Parco archeologico registra confermano questa mia convinzione.
Ieri il territorio ha visto una coincidenza di eventi artistici di spessore, infatti se il Parco Archeologico ha inaugurato la mostra di Corrado Grifa, Manfredonia accoglie i turisti per l’apertura straordinaria del suo castello, fino alle 23.00 di sera con una proiezione di tutte le foto e interviste realizzate sulla mostra del nostro artista, in un’ottica di diffusione dell’evento, oltre a favorire anche il monumento manfredoniano.
I video e le immagini riprese durante la mostra sono realizzati rispettivamente dal video-maker Michele Canistro e dal fotografo Pio Pazienza”, conclude il direttore.

“La mostra presenta il tema della leggerezza, centrale anche per gli organizzatori del Polo museale di Manfredonia, i quali hanno fortemente accolto questa mia esposizione con un motivo così singolare che si lega anche alla delicatezza dell’opera di Edoardo Tresoldi. Il concetto della leggerezza si sviluppa in questa mia mostra anche in conseguenza della presenza di opere mastodontiche, come la basilica paleocristiana. Il materiale utilizzato per le mie opere è il legno d’ulivo per la realizzazione di membrane e forme che presentano il motivo del vuoto che possa ospitare una concezione della vita, in grado di liberarsi di tutto ciò che leggero non è. Per me l’arte è ricerca di stimoli e concretizzazione di percezioni, la mia esperienza di vita e di spiritualità mi hanno condotto in tal senso”, sostiene Corrado Grifa su queste colonne.

“Viviamo in un’epoca in cui credo sia giusto e opportuno liberarci dell’eccesso, di tutto ciò che appesantisce o offusca la nostra esistenza, il mio lavoro consiste proprio nel togliere i materiali in eccesso, le mie forme nono sono iconiche, non rappresentano nulla ma in ognuna di loro il visitatore può vederci quello che sente di vedere, fungendo da specchio nel quale ci si può leggere dentro la propria anima. La ricerca di Grifa concretizzata nelle opere è tesa alla creazione di un lavoro spirituale, sull’anima. Rappresento la spiritualità in una maniera non ortodossa, ma in una visione di sintesi tra l’aspetto formale estetico e quello interiore, cerco di adottare attraverso le mie forme un linguaggio universale”, prosegue l’artista. Il vuoto rappresentato da Grifa ha origine dallo studio degli eremi garganici e dall’esperienza anacoreutica degli asceti e tanto per le sue forme, quanto per il contenuto, si presta ad una visione catartica.
“Il territorio mi ha dato tanto a livello di ricerca di ispirazione, gli eremi di Pulsano sono senza dubbio fortemente ispiratori per quanti vogliano fare un percorso di ricerca interiore personale o artistica. Il materiale utilizzato è abbastanza fragile come delicate sono le forme realizzate, basterebbe poco per infrangerle, sono a rischio di un annullamento che è poi l’esito estremo della leggerezza”, conclude.

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Piero Paciello
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