La cucina gourmet del "Giardino dell'Eden"

La cucina gourmet del
I giovani partono in cerca del lavoro che manca. Ma ce ne sono altri che rientrano, a San Severo, per lavorare e fare impresa. È il caso di Mario e Chiara Cota, 24 e 22 anni, titolari de “Il Giardino dell’Eden” Restaurant, sito nel cuore del centro storico della “Città d’arte”, in via Vescovado.

Locale aperto da un anno sta dando buone risposte a titolari: “La riuscita dell’efficienza del ristorante è la professionalità che io e mia sorella manteniamo ogni giorno e arriva, principalmente, dal percorso formativo e dal senso etico del lavoro – ha dichiarato a l’Attacco, lo chef Mario Cota - Il ringraziamento principale va ai nostri genitori che pieni di amore ci hanno sempre assecondato verso le nostre vere passioni, cercando di far liberare il senso dell’arte indirizzandolo verso il mercato del lavoro. All’età di dieci anni nostra madre già c’insegnava i trucchi della cucina. Ovviamente nostro padre c’ha dato il grande motivo dell’ottimismo, che ci permette di trovare le soluzioni a qualsiasi problema”.

Mario Cota entra nel merito: “Per quanto mi riguarda, il percorso inizia lì dove finisce, se così si può riassumere. Terminare il liceo scientifico nel ’13 è stata una liberazione, perché ha sconvolto, per cinque anni, la mia voglia di studiare per diversi motivi. Il desiderio di cucinare era iniziato al terzo anno e culminato alla maturità, nello stesso momento che ho cominciato a mettere da parte la scuola, dedicandomi alla pasticceria, sperimentando quella novità che di lì a poco sarebbe diventata famosa e commerciale: il Cake Design. M’iscrivo all’università di Foggia, facoltà di scienze e tecnologie alimentari. Nel frattempo cerco lavoro e a San Severo non ottengo risposte, poiché non ho ancora esperienza. Però una pasticceria nota le mie foto sui social, mi contatta e mi assume per sei mesi. In questo tempo, apprendo la lezione più grande: il sacrificio. Natale, Capodanno, e altre festività sono semplici giorni di lavoro per chi è nel campo della ristorazione o della pasticceria. A maggio decido di abbandonare l’università perché il mio lavoro non sarebbe stato sui libri ma tra i fornelli, anche se sapevo di dover studiare in una scuola professionale di cucina per porre le fondamenta della mia vita lavorativa. Così a settembre ‘14 comincio il corso di cucina professionale all’istituto il ‘Gambero Rosso’, concentrandomi sulla cucina in generale”.

“Terminato il corso con successo, mi chiedo ‘dove’ avrei avuto la mia prima esperienza. Il destino m’indica il Trentino, a Corvara, in Alta Badia. Comincio a capire il duro lavoro – continua il giovane chef - dovendo lavorare dalle 4.00 del mattino fino alle 23.00. Un buon lavoro che mi ha portato, per 4 anni, a mettere da parte dei risparmi per poter aprire il ‘nostro’ ristorante: Il Giardino dell’Eden. Torno a San Severo e con mia sorella Chiara (che nel frattempo si era formata all’ALMA, scuola professionale di cucina e sala diretta da Gualtiero Marchesi, la scuola più importante in Italia per la formazione alla cucina e alla sala) che aveva lavorato fuori in alcuni importanti ristoranti, tutti con ‘Stelle Michelin’, si decide di aprire non il ‘solito’ il ristorante: dal semplice cambio delle posate ad ogni portata, fino ad accogliere le persone con particolari assaggini detti ‘amuse-bouche’, all’inizio del pasto, offerti dalla casa. Perché noi non siamo un ristorante. La nostra è una ‘casa’ e non abbiamo clienti ma ospiti”.

Un concentrato di professionalità e cortesia, senza però sembrare distaccati con gli ospiti. “Oggi siamo qui non solo grazie ai nostri sforzi, soprattutto grazie a quelli dei genitori, dei parenti, degli amici – ha evidenziato Chiara Cota - Siamo ragazzi che non vogliono adeguarsi allo scontato: ‘Andiamo via dal nostro paese’. Andare via sarebbe stato troppo facile. Abbiamo creato la nostra esperienza lavorativa sulla base del fatto che prima o poi saremmo rientrati a San Severo per cercare di costruirci un futuro. Siamo ottimisti. Con la nostra professionalità, tantissima fantasia e voglia di sperimentare, avremo la possibilità di far capire agli ‘ospiti’ che non c’è solo la cucina tradizionale. Il mondo e pieno di fantastiche e sane prelibatezze”.

Le conclusioni di Mario Cota: “Come cuoco, creo piatti che uniscano le culture, cercando di far provare novità, sempre all’insegna di qualità e quantità. Provo a guidare le scelte delle persone a non fermarsi sui classici gusti di ogni giorno. Per questo, realizziamo serate a tema sulla cucina asiatica, messicana, tedesca e altre”.

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Piero Paciello
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