VIDEO | Le immagini dell'operazione di polizia che ha smantellato una banda dedita al cirmine a Cerignola

Giovedì 21 Maggio 2020
Gli Agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Foggia e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola nella nottata appena trascorsa hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 13 soggetti, di cui 8 custodie in carcere e 5 arresti domiciliari, personaggi orbitanti nell’area criminale cerignolana.


Le indagini nate come costola di quelle relative al tentato omicidio di Leonardo Digirolamo del 6 aprile 2018 e per le quali, sempre la Squadra Mobile di Foggia aveva eseguito una misura cautelare prevedente la custodia in carcere a carico di Luigi Tarantino. - hanno permesso di inquadrare un allarmante spaccato criminale gravitante nell’area cerignolana e afferente a tre principali settori delinquenziali: il traffico di stupefacenti, il furto ad opera di un’associazione per delinquere di ingenti quantitativi di derrate alimentari nel nord-Italia, il furto e la ricettazione di autovetture finalizzato ad estorcere alle vittime un corrispettivo per la restituzione, secondo il noto schema del c.d. “cavallo di ritorno”.


In particolare, nel corso dell’indagine sul tentato omicidio citato era emersa la figura di Giuseppe Tarantino (classe 1970), parente di quello che verrà ritenuto gravemente indiziato del tentato omicidio, quale collante fra più settori criminali. Attraverso quest’ultimo, infatti, si sono potuti individuare i fili di una fitta rete che ha condotto, anzitutto, all’accertamento di una intensa attività di spaccio effettuata in un box in via Policoro a Cerignola. I successivi approfondimenti investigativi effettuati sui soggetti frequentatori del box di via Policoro hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza circa l’attività di spaccio a carico di Matteo Carosiello (classe 1997), Giovanni Carosiello (classe 1983), Giuseppe Carosiello (classe 1966), Giuseppe De Feudis (classe 1995), Christian Patruno (classe 1998).


Sempre Giueseppe Tarantino ha permesso di arrivare alla figura di Francesco Cucchiarale (classe 1996), figlio di A.Cucchiarale, coinvolto nella nota operazione “Cartagine” della fine anni ’90, e di individuare una batteria composta dallo stesso insieme Michele Cirulli. e Antonio D'Achille dedita al furto di autovetture da poi restituire alle vittime attraverso l’estorsione di una somma di denaro. Attraverso l’attività di investigazione è stato possibile, dapprima, individuare le autovetture sottratte per poi procedere all’audizione delle vittime – che in nessun caso avevano denunciato l’estorsione, limitandosi alla sola sottrazione dell’auto- e ricostruire lo schema del “cavallo di ritorno”.


Tale batteria si è distinta per la pervicacia criminale, manifestata non solo attraverso l’avvicinamento diretto delle vittime per la richiesta estorsiva, ma anche in quanto, pur di ottenere quanto desiderato, gli autori sono riusciti a rubare la stessa autovettura per due volte nella stessa giornata.


Lo stesso G.Tarantino, infine, è stato individuato come il capo e l’organizzatore di un’associazione a delinquere finalizzata ai furti di derrate alimentari e composto anche da Domenico Dimmito (classe 1976), N.D. (ancora ricercato) e Potito Menniello (classe 1970).


"Siamo l'unica piazza che sta lavorando", dicevano durante le telefonate. Venivano perpetrati anche i furti di auto (in un episodio un soggetto ha subito due volte il furto della propria vettura in poche ore): "C'è stata scarsa collaborazione delle vittime", ha detto il procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro, durante la video conferenza stampa appena conclusasi. Il terzo filone è quello dei mega furti commessi nel nord Italia: due gli episodi accertati in provincia di Vercelli. La banda aveva anche una vocazione extraterritoriale, pianificando in maniera accurata gli obiettivi da raggiungere.


Al riguardo è stato possibile ricostruire anche i singoli reati, due consumati ed uno tentato, tutti avvenuti presso una ditta di Formigliana (VC), per un danno di circa 500.000 euro di principalmente prodotti ittici.
Anche questo filone è stato sviluppato partendo da Tarantino per poi arrivare ai suoi sodali. E’ stato, quindi, possibile collocare i soggetti sul luogo di consumazione dei reati ed anche in occasioni precedenti in occasione dei sopralluoghi.


Inoltre, sono state acquisite le immagini di videosorveglianza non solo presso la ditta derubata ma anche lungo le stazioni di servizio posizionate tra Vercelli e Cerignola. L’accurata visione dei fotogrammi ha permesso di ottenere il match necessario all’identificazione degli autori.
Le indagini poste in essere dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di PS di Cerignola hanno, in conclusione, ricostruito una vera e propria associazione criminale finalizzata ai furti. Sono state, infatti, individuate le durature frequentazioni tra i componenti, la loro base logistica, nonché l’indeterminatezza del loro programma criminoso che non voleva certo limitarsi ai furti citati, ma progettava altri “colpi” tra cui uno legato all’ottone.
Un’operazione traversale che va a colpire il core business della criminalità cerignolana e che ha permesso di disarticolare una pericolosa organizzazione criminale, la quale si sarebbe sicuramente attivata per reagire alla crisi economica conseguente al lockdown.

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Piero Paciello
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