Un destino da campione, ecco lo sciabolatore Raffaele Minischetti

Venerdì 7 Agosto 2020
Un destino da campione, ecco lo sciabolatore Raffaele Minischetti
Il Club Scherma San Severo, che da oltre mezzo secolo è presente nel panorama schermistico nazionale, ai vertici della sciabola nazionale, può annoverare tra i suoi atleti un campione del mondo (nella sciabola a squadre, categoria “Cadetti e Giovani”): Raffaele Minischetti. Nato schermisticamente nella sala d’armi di via Catania, ha un palmares, malgrado la giovane età, di tutto rispetto. Dal 20 dicembre (giorno del solenne giuramento alla Patria) inoltre, può vantare un altro importante traguardo raggiunto, dato il suo ingresso nel glorioso Gruppo Sportivo dei Carabinieri. Tutto ciò lo proietta verso mete ambiziose. Ragazzo con la testa sulle spalle, responsabile e serio professionista, potrà festeggiare un bel Natale con la sua famiglia, nella sua San Severo.

Con lui, a Verona, sede del Campionato mondiale, c'era anche il presidente regionale della FIS, l’avvocato sanseverese, Matteo Starace, che ha vissuto in diretta una gara non adatta ai cardiopatici, vinta all’ultima stoccata contro la corazza russa, per 45 a 44. “Ho iniziato a tirare di scherma a 6 anni, anche se già frequentavo il Club Scherma San Severo – ha dichiarato a l’Attacco, Raffaele Minischetti – Tutto è iniziato ovviamente per gioco, in quanto mio padre Giuseppe, mi ha portato in palestra per provare questo sport che mi ha subito appassionato. Da allora, ho avuto vari maestri, fino all’attuale, Benedetto Buenza. Ho iniziato a prendere la sciabola con Danao Leggio, poi ho continuato con Michele Bonsanto ed infine con Lello Riontino. Inoltre, durante tutti questi anni, ho avuto la fortuna di avere tanti compagni di sala che hanno contribuito alla mia crescita schermistica. Alcuni hanno dovuto smettere, ma continuiamo ad essere sempre amici, come con: Pietro Irmici; Armando Ferrucci; Fabio Pascale (oggi maestro all’Accademia Scherma Pescara), e altri”.

I primi risultati, per Raffaele Minischetti, sono arrivati subito: “In effetti, nel primo anno della categoria under 14 ho conquistato il titolo regionale, quello nazionale e quello di vicecampione italiano. Grazie a questi risultati ho capito che la scherma sarebbe stato il mio solo e unico sport”. Poi è arrivata anche la convocazione in Nazionale: “Ovviamente indossare la tuta della Nazionale credo sia una delle emozioni più belle del nostro sport – ha evidenziato il neo campione del mondo – Ho indossato la maglia Azzurra, della Nazionale, con la categoria under 17, poi con la under 20 che porterò a termine quest’anno, e spero di poter far parte, nei prossimi anni, con quella ‘Assoluta’. Per poter indossare quella maglia, bisogna avere determinati risultati in ambito nazionale ed internazionale attraverso le gare che si svolgono durante la stagione agonistica”.

Senz’altro l’ingresso nel Gruppo Sportivo dei Carabinieri è prestigioso ma la gara di Verona, non sarà dimenticata tanto facilmente, non solo per la finale contro la Russia: “Il risultato di Verona è sicuramente qualcosa di straordinario, un vero gioco di squadra. È sicuramente un risultato storico in quanto siamo stati i terzi nella storia della Nazionale italiana a raggiungere quest’obiettivo. Un risultato arrivato grazie alla nostra compattezza, in quanto siamo molto amici anche al di fuori della pedana e grazie al faticoso lavoro che ho svolto durante l’anno col mio maestro, con il mio preparatore atletico, Andrea Lo Coco ed il mio tutor medico, Atanasio de Meo”.


Beniamino Pascale

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Piero Paciello
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