Straordinario rinvenimento sul fondo della diga di Occhito: ritrovato cippo di centuriazione del 130 a.C.

Venerdì 20 Novembre 2020
Straordinario rinvenimento sul fondo della diga di Occhito: ritrovato cippo di centuriazione del 130 a.C.
Di recente a Celenza Valfortore, in località Gruttolo, circa 3 km a SO della città, su segnalazione da Francesco Carusillo, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia ha recuperato un cippo di centuriazione che giaceva sul fondo dell’invaso artificiale di Occhito, in prossimità della sponda orientale.


Il recupero è stato eseguito sotto la direzione del soprintendente ad interim Maria Piccarreta, a cura del funzionario archeologo responsabile Domenico Oione e del responsabile area funzionale patrimonio archeologico Italo Maria Muntoni. Problematica l’assegnazione del cippo, e quindi della limitatio da esso testimoniata ad un territorio cittadino, da riferire all’ampio ager Lucerinus. Il cippo rinvenuto, il terzo dal territorio, rappresenta una preziosa testimonianza per la comprensione del processo di ristrutturazione fondiaria ascrivibile alla Lex Sempronia del 133 a.C. che investì anche la valle del Fortore.


Il cippo, databile al 130 a.C., presenta lungo il tronco l’epigrafe: [---]C(aius) Sem[proni(us) Ti(beri) f(ilius)]IIIvir(i) a(gris) i(udicandis) a(dsignandis). La base grezza era infissa nel terreno mentre sulla superficie cilindrica è riportato il nome di Gaio Sempronio Gracco, figlio di Tiberio, probabilmente affiancato da quello di Marco Fulvio Flacco che doveva essere iscritto nella parte superiore della colonnina, purtroppo mutila. Segue l’indicazione della loro carica –TresviriA(gris) I(udicandis) A(dsignandis)– “commissari incaricati di giudicare e assegnare i terreni”.
Si tratta di uno dei cippi gromatici che testimoniano l’attività della commissione agraria graccana in ottemperanza alla riforma agraria di Tiberio Gracco, che avviò un’imponente opera di misurazione dell’agro pubblico presente in Italia.


Provvisoriamente il cippo è stato depositato, grazie alla preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale di Celenza Valfortore (sindaco Luigi Iamele, vice sindaco Stefano Gesualdi), in uno dei locali comunali posti al disotto della piazza Alessandro Malice.

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Piero Paciello
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