Raddoppio ferroviario Lesina-Termoli: "I lavori danneggiano gli uccelli". Il Pd di Capitanata "bacchetta" Costa

Martedì 7 Luglio 2020
Raddoppio ferroviario Lesina-Termoli:
Il tratto Termoli-Ripalta del raddoppio ferroviario sulla linea Adriatica Bologna-Bari "danneggia gli uccelli". E’ quanto sostiene la commissione Via-Vas del ministero dell’Ambiente che ha dato parere negativo alla compatibilità ambientale al progetto Rfi sul raddoppio della tratta ferroviaria Termoli-Lesina. Si tratta di un parere che potrebbe portare conseguenze abbastanza disastrose per il progetto.

La Termoli-Lesina, prevista nella Legge Obiettivo del 2001 varata dal Governo Berlusconi, dovrebbe porre fine a quel collo di bottiglia causato dall’unico binario – inaugurato da Vittorio Emanuele III nel 1863 – che divide il Molise e la Puglia e dal Nord Italia.

Le osservazioni dei super esperti del Ministero riguardano, tra gli altri, il pericolo che i rumori del cantiere potrebbe arrecare all’avifauna con particolare riferimento ad alcune categorie di uccelli. Di qui la necessità di procedere "nella valutazione 'appropriata' e nella definizione di opere di compensazione quali la rinaturalizzazione di nuove aree o il management degli habitat, interventi da strutturare tenendo in considerazione l’impatto generale dell’opera nel suo complesso, interventi che potrebbero in parte contenere gli impatti sull’Avifauna".

Una decisione che arriva nel momento in cui il Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, sta per annunciare il Piano #Italiaveloce da 200 miliardi di investimenti. I 32 chilometri tra Termoli e Lesina sono l’ultimo tratto a singolo binario della linea Adriatica, quella che collega la Puglia a Milano, e rappresentano la principale strozzatura ferroviaria del Mezzogiorno: la velocità dei 200 km l’ora si ferma alle porte del Molise, poi si scende a 140 con enormi perdite di tempo per l’incrocio tra i treni che provengono da direzioni opposte. Il primo lotto dell’opera, i 7 chilometri da Lesina a Ripalta (costo 100 milioni), è stato appaltato ma i lavori sono bloccati da un ricorso al Tar.

-Il commento di Paolo Campo

"Il raddoppio della linea ferroviaria Lesina-Termoli si deve fare. È da quest'opera che dipende la connessione efficiente della Puglia alla rete alla dorsale Adriatica, quindi la mobilità di persone e merci oggi mortificata dalla strozzatura che si verifica al confine con il Molise". Lo dichiara il presidente del gruppo del Partito Democratico in consiglio regionale Paolo Campo. "Il ministro dell'Ambiente Costa si faccia carico dell'obiettivo strategico fissato dal Governo di cui è parte, che ha inserito il raddoppio della Termoli-Lesina tra le opere prioritarie, anche in funzione della velocizzazione complessiva della Bologna-Lecce. I rilievi avanzati dalla commissione tecnica ministeriale incaricata della Valutazione d'Impatto Ambientale devono essere superati con soluzioni tecniche capaci tanto di tutelare l'ecosistema in cui l'opera si inserirà che l'interesse pubblico all'attuazione di un progetto di cui si discute da decenni. A nessuno deve sfuggire, infatti, che sul tavolo non c'è un interesse privato, bensì l'obiettivo strategico di superare uno degli ostacoli che impediscono uno sviluppo coerente ed efficiente della dorsale ferroviaria adriatica, a cui sono connessi i porti e gli aeroporti che sono parte integrante dei Corridoi progettati per la connessione intermodale tra i Paesi dell'Unione Europea. Quando si afferma la volontà di annullare il gap esistente tra Sud e Nord del Paese bisogna essere conseguenti e non frapporre continui ostacoli burocratici che mortificano l'intera comunità pugliese".

-La dichiarazione di Massimo Casanova

"Mentre in Europa ci stiamo battendo per recuperare il gap infrastrutturale del Sud Italia, lavorando per inserire nella revisione delle reti Ten-T anche la parte adriatica del Paese, il governo Conte condanna il Mezzogiorno a eterna periferia grazie alle contraddizioni e al caos che regna sovrano tra Costa, De Micheli e i loro ministeri". Così l’europarlamentare Lega eletto al Sud Massimo Casanova, componente della Commissione Trasporti.
"La tratta Termoli-Lesina, unica in Italia a binario unico, manterrà il suo primato e i cittadini pugliesi continuano a essere sbeffeggiati dalla burocrazia. Breve e triste riepilogo: la commissione Via-Vas del Ministero dell'Ambiente ha dato parere negativo alla compatibilità ambientale al progetto di Rfi - Rete Ferroviaria Italiana sul raddoppio della linea del secondo e terzo lotto del tratto Termoli-Ripalta, il Ministero dei Trasporti invece sembra ignorare il parere e dichiara chiuso il procedimento, approvando il progetto definitivo. A che gioco giocano?".
"Una confusione agghiacciante quella a cui ci sta abituando questo Governo, altro che semplificazioni e rilanci. Chiediamo che il progetto venga esaminato dalla presidenza del Consiglio e chiediamo anche maggiore attenzione da parte di Rfi. Non vorremmo, infatti, che per interventi fondamentali per il territorio, ma che l’azienda non ritiene utili o troppo onerosi, si procedesse con superficialità nella presentazione e nell’accompagnamento dei progetti presso la commissione Via. L’intervento di raddoppio è opera strategica per il Sud, ne va dello sviluppo infrastrutturale, economico e turistico di regioni importanti come Puglia, Molise e a continuare lungo il tratto adriatico. Costa si faccia carico immediatamente della questione e superi questo pasticcio. Diversamente si dimetta. Il Paese ha bisogno di chi risolve i problemi, non di chi diventa parte del problema".

-La posizione del Pd di Capitanata

"I foggiani e i pugliesi hanno diritto a muoversi alla stessa velocità di chi vive a nord di Termoli. Le imprese foggiane e pugliesi hanno diritto a movimentare le merci con la stessa capacità delle loro concorrenti che operano a nord di Termoli. È un nostro diritto di foggiani e pugliesi reclamare che il Governo realizzi il raddoppio della linea ferroviaria Adriatica nel tratto compreso tra Lesina e Termoli, per noi assurta a simbolo della differenza e della distanza tra il nostro territorio e quelli immediatamente a nord del Fortore". Lo afferma in un nota la segreteria del Partito democratico di Capitanata.
"Rendere questo diritto esigibile è compito del ministro dell'Ambiente Costa e della struttura ministeriale, che a noi appare più incline a utilizzare i cavilli burocratici e non la competenza tecnica".
"Dopo decenni di discussioni, dibattiti, confronti e scontri ancora non si riesce a individuare una so-luzione capace di garantire, contestualmente, il diritto alla mobilità con la tutela dell'ambiente co-stiero. Anche a dispetto della volontà del Governo, di cui è parte il ministro Costa, che ha inserito appena ieri quest'opera tra le priorità strategiche per il rilancio del Paese".
"È inaccettabile continuare a subire i danni che derivano dai ritardi e dalle bizze della burocrazia ministeriale, peraltro incapace perfino di rispettare i termini che essa stessa pone. Il raddoppio della linea ferroviaria Lesina-Termoli deve essere una priorità e faremo tutto quanto in nostro potere per far sì che il ministero dell'Ambiente comprenda le ragioni della comunità foggiana e pugliese e assuma una linea d'azione costruttiva e operativa".


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Piero Paciello
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