Quando la solidarietà nasce da un dolore

Lunedì 30 Dicembre 2019
Quando la solidarietà nasce da un dolore
Un'autentica testimonianza di anni spesi per il volontariato in favore delle persone meno fortunate. E’ la storia di Giusy Di Girolamo è la storia di una donna che dopo aver perso l'affetto più caro, quello del marito, morto a seguito di un grave incidente nel 2006 circa due anni dopo, ai primi di luglio del 2008, decide di dedicarsi al volontariato partendo in una missione per conto della diocesi di Foggia alla volta dell'Africa. Durante il suo soggiorno abbastanza lungo in Guinea Bissau, la Di Girolamo sperimenta la difficile vita dei villaggi africani, dovendo adeguarsi alle difficoltà legate alla vita quotidiana dello stato africano, dove pressocché inesistenti sono le strade così come le concepiamo noi occidentali.

A l'Attacco, Giusy Di Girolamo racconta l'origine e lo sviluppo di quella missione da cui è tornata circa tre anni fa. “Dopo la morte di mio marito ebbi un momento di forte crisi, avendo perso la figura che mi è stata vicino per così molti anni, circa 30, decisi di partire per l'Africa, non aveva senso per me cercare lo svago con amici o andando al cinema, pensai che dovevo fare qualcosa che mi aiutasse a venire fuori da quell'angoscia dedicandomi agli altri. All'epoca partì come economa della diocesi, quell'anno fummo due missionari per Foggia, io e don Ivone Cavraro, che aprì la missione a Bigene, una località al confine con il Senegal. Avevo bisogno di cambiare anche il mio modo di vivere. Penso che la mia è stata una chiamata dal cielo”.

La decisione di Giusy fu in parte voluta e in parte fortuita, come ci racconta lei stessa. “Conobbi una domenica a messa un vescovo africano che officiava e che parlò dei problemi dei bambini dei villaggi della Guinea Bissau, fu allora che decisi d partire non conoscendo peraltro nulla di quei luoghi. Seppi poi, che la diocesi foggiana aveva siglato un anno prima un gemellaggio con la diocesi dello stato africano, ed era in procinto di inviare una missione diocesana. Dopo aver preso tutte le informazioni che mi servirono, mi proposi a Monsignor Tamburrino il quale scrisse al vescovo della diocesi di Guinea se vi necessitava una figura in linea con il mio profilo”, fa sapere la Di Girolamo.

Attualmente i progetti della Caritas foggiana diretta da Giusy prevedono la realizzazione di una struttura in grado di ospitare le mamme di bambini che soffrono la denutrizione, progetto gemello a quello realizzato con il supporto del Rotary Club di Foggia con Solidaunia per la creazione di un punto nascita che entro Natale dovrà vedere già una prima forma con la raccolta dei fondi necessari. In Guinea si è realizzato un orfanotrofio che vedrà l'apporto anche del gruppo dei centauri “Bikers for life” che hanno realizzato una raccolta per la costruzione di una scuola e di un orfanotrofio.

La Di Girolamo è molto attenta alla realtà dei bambini, con i quali ha costruito un rapporto di affetto sincero. “E' nata un'amicizia molto forte con i bambini della comunità, oltre che con i sacerdoti diocesani ed il vescovo della Guinea Bissau”. La Di Girolamo era in procinto di partire per una nuova missione questo mese, ma che a causa di concomitanti progetti con la Caritas di Foggia, per il progetto Presidio 3.0 che termina a dicembre vertente sulla lotta al caporalato, ritenuto particolarmente soddisfacente dal ministero dell'Interno, ha dovuto posticipare la partenza al mese di marzo.

La Di Girolamo sarebbe dovuta partire con il gruppo dei “Bikers for life”, questi ultimi al secondo anno in missione in Africa. Nonostante la scelta di partire in missione in Guinea Bissau sia stata una scelta di cuore, la Di Girolamo ha effettuato un percorso di studio della realtà africana, oltre ad aver appreso il portoghese prima di raggiungere lo stato africano. “Prima di partire per l'Africa ho dovuto affrontare una preparazione, stando due mesi a Lisbona per apprendere la lingua portoghese. Una volta arrivata in Guinea con don Ivone Cavraro abbiamo sostenuto il corso del dialetto locale”.

La Di Girolamo è stata e continua ad esserlo molto attiva anche per quanto riguarda la realtà dei senza tetto della comunità foggiana. “La casa di accoglienza per gli uomini, che ospita sia italiani che stranieri e la casa di accoglienza delle donne, in cui trovano ospitalità ragazze madri, e donne in stato di disagio, attualmente presso di noi ha trovato ricovero una donna che sta facendo terapia chemioterapica. Molto spesso abbiamo ospitato ragazzi che avevano bisogno di fare un periodo di convalescenza, con indirizzo da parte nostra di riabilitazione presso l'istituto “Don Uva”, nei casi di riabilitazione. La struttura ospita anche la figura di un operatore socio-sanitario che si prende cura dei ricoverati”.

Tra le altre iniziative di cui Giusy De Girolamo si è resa protagonista in favore di soggetti svantaggiati è stata la copertura delle spese dei funerali del clochard Salvatore. “Lo scorso anno, in occasione dell'apertura del centro caritas per l'emergenza freddo, ci trovammo ad assistere Salvatore, un senza tetto ospite della struttura, che fu poi ricoverato al Riuniti, dopo la visita che gli fece Daniela Marasco. Purtroppo l'uomo non sopravvisse e i suoi funerali si tennero nella struttura del S.S. Salvatore, celebrati dal vescovo Pelvi”, conclude.

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Piero Paciello
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