Nell'attesa del nuovo canile a Foggia, amici a 4 zampe trasferiti lontano: "Ci affidiamo alla sensibilità del sindaco"

Martedì 31 Marzo 2020
Nell'attesa del nuovo canile a Foggia, amici a 4 zampe trasferiti lontano:
La presidente dell'associazione A Largo Raggio Stefania Cassitti ha inviato al sindaco Franco Landella, via Pec, una lettera aperta corredata dalle firme di 6.900 sostenitori, raccolte in quattro giorni con una petizione online per fermare il trasferimento dei cani del canile municipale di Foggia. Ecco il testo integrale.

"A nome dell’associazione a Largo Raggio e di tutta la cittadinanza che ama gli animali e li considera soggetti meritori di rispetto e cura, ci rivolgiamo direttamente a Lei, non solo quale primo cittadino, ma quale persona che, nei giorni in cui la Nostra comunità e il mondo intero è minacciata dalla grave calamità del Coronavirus, sta dimostrando particolare sensibilità, soprattutto verso i soggetti più fragili e vulnerabili. E di qui Le chiediamo di esserlo altrettanto, come un premuroso buon padre di famiglia, anche nei confronti degli animali del Nostro territorio. Più volte abbiamo portato alla Sua attenzione le problematiche del canile comunale, che la nostra Associazione, come ben sa, gestisce ormai da più anni con amorevole dedizione, pur tra mille difficoltà.

Finalmente, l’Amministrazione che Lei rappresenta ha deciso di dare concretezza alla realizzazione del nuovo canile rifugio, avviando le relative procedure. Purtroppo a nostro avviso, qualcuno ha pensato che nelle more della realizzazione del nuovo canile, fosse opportuno spostare gli ospiti in altra struttura, al momento non meglio identificata, ma che potrebbe essere distante anche 60 km., anziché disporre l’esecuzione dei minimi interventi di manutenzione richiesti dall’Associazione (derattizzazione, disinfestazione e disostruzione rete fognaria), contestualmente accelerando l’iter burocratico per la costruzione del nuovo canile rifugio. Ed invero, l’Amministrazione da lei guidata, dando seguito alla determinazione dirigenziale del 5 marzo scorso di approvazione dello schema del Bando di gara, del relativo Disciplinare e Capitolato speciale d’appalto per l’affidamento del servizio di trasporto, ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi vaganti sul territorio comunale di Foggia e dei cani già di proprietà comunale, ha pubblicato, in data 16 marzo, il Bando Definitivo, indicendo una selezione pubblica, con scadenza per la ricezione delle offerte al 1° Aprile.

Di fatto, il Comune ha concesso solo 15 gg di tempo ai soggetti potenzialmente interessati a partecipare alla gara per proporsi come gestore temporaneo del canile!! Un tempo che, se è davvero irrisorio in generale, lo è ancor di più in tempo di emergenza, quale quello attuale, che ci vede tutti sottoposti al concreto pericolo di diffusione di un contagio mortale. Ebbene, in questa situazione di contesto, Lei chiede a quanti fossero interessati a partecipare di attivare studi professionali e agenzie di assicurazione, di disporre pagamenti bancari e, per gli estranei alla attuale gestione, di proporsi senza avere appropriata conoscenza delle relative problematiche e di quelle più specifiche relative al trasporto di soggetti, in alcuni casi afflitti da patologie comportamentali che richiedono interventi mirati.

Ci siamo rivolti, ma invano, al dott. Carlo Dicesare, dirigente del servizio, per rappresentare le difficoltà tecniche e le criticità di un bando pubblicato in tale periodo, senza la previsione di un sopralluogo nell’attuale struttura, sempre obbligatorio nelle precedenti indizioni. Ma il diniego di concessione di un rinvio, sollecitato perché motivato da ragioni di buon senso, ci ha portato alla mobilitazione generale, promuovendo una raccolta firme (Le alleghiamo i risultati con nota a parte), e in ultima spes a rivolgerci a Lei, che a questo punto può intervenire come Primo cittadino, disponendo il rinvio dei termini di scadenza del bando a quando l’emergenza Coronavirus sarà risolta.

Orbene, premesso e non concesso che valuteremo nelle appropriate sedi l'opportunità di impugnare il prefato bando, avviando quindi tutte le tutele giudiziarie previste dalla legge, in quanto lo riteniamo indetto in violazione di principi e norme di diritto, con questo appello, vorremmo andare oltre gli aspetti legali e sollecitare il Suo intervento diretto, al fine precipuo di ottenere la concessione anche solo di un breve differimento dei termini di scadenza del bando, al fine di consentire il superamento degli oggettivi insormontabili limiti imposti dai Dpcm in vigore! Dopo aver lasciato trascorrere ormai più anni per individuare una possibile soluzione, siamo certi che una buona amministrazione non debba, in una così singolare e problematica situazione di contesto, farsi condizionare dall’urgenza, mai come tale prima avvertita, nell’adottare provvedimenti che, nello specifico, devono invece mirare a tutelare esseri indifesi. Non può non prendere atto che i termini così ristretti previsti dal Bando limitino, di fatto e concretamente, la legittima possibilità di partecipare a tutti i soggetti eventualmente interessati, compresa la nostra Associazione, che ha la necessità di ottenere l’autorizzazione sanitaria per la nuova location individuata e di provvedere per gli ulteriori adempimenti previsti dal Bando, il cui espletamento impone la libertà di muoversi sul territorio comunale, oggi interdetta.

Nel merito della struttura individuata, nel precisarle che necessita di modesti interventi di adeguamento, in questi giorni non consentiti, richiamiamo la sua attenzione sulla circostanza, essenziale in punto di diritto, che il Bando non prevede, come è ovvio, che i requisiti siano posseduti al momento della sua pubblicazione, ma sia necessario possederli al momento della partecipazione. È innegabile che esiste un impedimento oggettivo, nello specifico testé rappresentato, perché questo possa essere. In conclusione, resta inspiegabile l’urgenza, che vistosamente contraddice le aspettative dei tanti suoi concittadini (quasi 7.000 in tre giorni) che hanno inteso aderire, con la loro sottoscrizione, alla petizione lanciata dall’Associazione.

In ultima analisi, se il suo irremovibile intendimento fosse quello di trasferire temporaneamente gli ospiti del canile in altra struttura, disponga ameno un breve rinvio dei termini, al fine di consentire il perfezionamento delle adozioni già programmate, oggi sospese a causa del Coronavirus, di predisporre, al meglio, il trasporto degli animali malati, nonché di effettuare gli interventi chirurgici già pianificati. Abbiamo operato con il cuore, non perseguendo mai fini di lucro, sempre ed esclusivamente impegnati a garantire il benessere degli animali, impiegando il modesto budget a disposizione in farmaci ed alimenti, senza risparmi, e supportati dalla generosità di tanti e dal lavoro dei volontari. Abbiamo sempre rispettato le norme e le disposizioni comunale e continueremo a farlo. Potrà non essere la nostra Associazione a continuare ad occuparsi di questi animali per il futuro, ma confidiamo Lei voglia concederci il breve rinvio richiesto per dare la possibilità a tutti, compreso noi, di concorrere al Bando e predisporre con la giusta serenità l’offerta economica, in conformità alle prescrizione del Capitolato speciale di appalto. Ci saremo comunque sempre e continueremo a lavorare per i cani, che abbiamo anche svezzato, cresciuto nel canile, curato da infortuni, come per l’intera comunità di animali del nostro territorio".

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Piero Paciello
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