Mamma, papà e figlio si diplomano con il massimo dei voti

Lunedì 19 Ottobre 2020
Mamma, papà e figlio si diplomano con il massimo dei voti
L’esame di maturità del 2020 è stato particolare a causa dell’emergenza coronavirus e verrà ricordato nel tempo. Sarà un dolce ricordo per la famiglia Sicoli perché durante la sessione si sono diplomati ben tre componenti: mamma, papà e uno dei figli. Tutti con il massimo dei voti.

“Mio figlio ha frequentato l'istituto normalmente, mentre noi abbiamo seguito i corsi serali – ha dichiarato a l’Attacco Nicola Sicoli, il papà della storia –, non c'è stata una grande difficoltà, perché la preparazione già c'era e si dovevano solo approfondire gli argomenti. Per me è stato tutto nuovo, anche se io personalmente sono già diplomato, sempre all'istituto tecnico però di Barletta, 35 anni fa. Mi sono sentito in una situazione mai esplorata prima perché non ho un bel ricordo del primo esame di maturità, non ho vissuto le stesse sensazioni di qualche settimana e non avevo sentito quella trepidazione, quell'ansia che invece ho sentito 35 anni dopo: questa, per me, è stata come la prima volta viva nel senso vero della parola”.

Tutto è iniziato nel 2016: i due figli, Michele in terza e Samuele in seconda, portano a casa un opuscolo informativo riguardante il percorso di secondo livello (corso serale), così papà Nicola Sicoli e mamma Fonte Vitto decidono di iscriversi cogliendo l'opportunità per un rinnovato impegno di vita. Per lei, che anni prima aveva conseguito la licenza media, la prospettiva del diploma era un sogno nel cassetto, non avendo potuto realizzarlo da ragazza; per lui, già diplomato senza convinta soddisfazione, il nuovo percorso rappresentava motivo di rivalsa.

“L'input della ripresa dello studio è arrivato da mia moglie – ha confermato Nicola Sicoli –, perché aveva il desiderio di diplomarsi e, visto che siamo distanti dalla scuola di Cerignola, abitiamo a Trinitapoli, ho deciso di accompagnarla anche nel percorso di studi, quindi di avventurarmi in questa nuova situazione per aiutarla. Io sinceramente non avevo nessun fine poi col tempo, invece, ho trovate nuove motivazioni, una sorta di rivalsa rispetto al passato: volevo compiere un percorso serio e fatto per bene”.

Michele, il figlio più grande già avviato agli studi di ingegneria informatica a Pisa, si è diplomato con il massimo dei voti e quest'anno anche Samuele e i suoi genitori. “Come è stato l’esame ai tempi del coronavirus? Siamo stati nel corridoio, anziché nell'aula, con distanziamento di diversi metri dagli esaminatori. Le differenze, per me, sono state solo queste, perché l'esame è andato come normalmente doveva andare. C’è stato un colloquio orale e in precedenza abbiamo svolto un elaborato scritto che avevamo ricevuto prima della prova in istituto. Mio figlio? Lui è un tipo molto tranquillo, alla fine della prova ha detto di essere molto sereno e calmo e che anzi si aspettava di essere più agitato. Ora ha completato l’iscrizione alla facoltà di Informatica a Genova”.

Padre e madre Sicoli, invece, vivono un momento di stasi e sono in cerca di lavoro. “Questo diploma ci può dare nuove opportunità – ha riferito Nicola – e infatti siamo già catapultati nello studio per un concorso che si svolgerà a ottobre, con la possibilità di poter lavorare nel mondo della scuola”. In Puglia, secondo i dati del ministero, si registra una forte dispersione scolastica. Qual è il messaggio da lanciare ai più giovani? “E’ vero, è una problematica che ho toccato con mano – ha detto Nicola –. Molti ragazzi a causa di diverse situazioni, anche particolari, non terminano gli studi, forse perché non motivati a sufficienza. Non riescono, quindi, a capire l'importanza dell'istruzione: lo Stato mette a disposizione diverse opportunità per studiare e conseguire il diploma. Nel nostro caso equivale anche ad avere competenze per un mestiere, oltre che propedeutico per l'università. Questo non è ancora capito a fondo ed è un peccato: la scuola è veramente bella e quello che si impara è sufficiente per continuare un percorso di studi o svolgere un ruolo professionale”.

Pietro Capuano

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Piero Paciello
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