Lily e il Mondo dei Sospiri, il primo fantasy di Daniela Mastromatteo ambientato sul Gargano

Venerdì 7 Agosto 2020
Lily e il Mondo dei Sospiri, il primo fantasy di Daniela Mastromatteo ambientato sul Gargano
Un’adolescente alla ricerca della propria strada, alla scoperta di una terra di mezzo situata al di là della realtà nel Mare Adriatico. L’idea è di Daniela Mastromatteo, peschiciana, che lo scorso 18 maggio ha pubblicato il primo fantasy ambientato sulle sponde del Gargano dal titolo “Lily e il Mondo dei Sospiri”. A raccontare a l’Attacco il primo capitolo delle avventure di Lily è proprio l’autrice.

“La scrittura fa parte di me da sempre, ma all’inizio non sapevo di voler fare questo nella vita - dice - Sono sempre stata molto brava a scrivere le mie emozioni più che a dirle a voce. Per me la carta è una valvola di sfogo, da ragazzina usavo moltissimi diari, infatti, ma non ho mai pensato di scrivere una storia inventata, erano pensieri miei che non avrei mai condiviso con il mondo. Nel 2007 c’è stato un bruttissimo incendio e mi ha toccato nel profondo, da qui è partita la prima ispirazione per il mio primo libro. La protagonista aveva un legame speciale con le piante e poteva curare la natura. Non ho mai pensato che potesse avere un riscontro, poi ho deciso di pubblicarlo e mi sono resa conto che non migliorava solo la mia giornata ma anche quella degli altri”.

All’attivo ha già altri progetti come i tre volumi di “Hope Series”, “Il bacio proibito”, “Ritrova la tua luce”, “Fino all’ultimo passo” e “L’altra parte di te”. La scrittura è per Daniela un bisogno, come respirare e bere, il richiamo della sirena che le ha permesso attraverso la parola (come evidenziava Bukowski) di scoprire il mondo e comprenderlo.

“Sono cambiata tanto in questi ultimi anni, una cosa a cui tengo tantissimo è quella di non limitarmi a scrivere una storia per scrivere e basta, ma ci tengo davvero - continua - Voglio riuscire a migliorare la vita delle persone, credo nel cambiamento e che questo mondo possa crescere e migliorare sempre di più, ma solo se siamo noi per primi un buon esempio possiamo riuscirci. La mia missione è riuscire a portare delle migliorie, anche se piccole”. E aggiunge: “All’inizio ero restia anche sui social, perché non volevo mettermi in mostra, sono sempre stata molto timida, ma mi sono resa conto che mi stanno dando tanto ed è grazie a loro se le persone mi conoscono e capiscono la mia arte”.

Il mondo di Lily tra Peschici, le Isole Tremiti, Manfredonia o Pizzomunno è il mondo di cui Daniela si è innamorata con gli anni, riscoprendo, come la protagonista, quella bellezza che si nasconde dietro le apparenze e gli oggetti della realtà. Lily è un ritorno alle origini, a quel primo libro scritto in seguito all’incendio che ha provocato una ferita profonda nel cuore non solo di Peschici.

“Lily è un’intuizione, ed è qualcosa in cui credo molto, si nota anche nel libro - afferma Daniela Mastromatteo - Lily per me è uno dei lavori che mi fa crescere di più come persona, si è aperto un cielo davanti a me e il suo personaggio si è materializzato dinanzi ai miei occhi. È una storia nata ad intuito, così come sentivo dentro che dovevo ambientarlo sul Gargano. La mia migliore amica leggi molti libri fantasy e mi aveva sconsigliato questa ambientazione, di solito sono incentrati a Londra o in luoghi simili. Non pensavo all’obiettivo del pubblico, volevo semplicemente ambientarlo qui e l’ho fatto. Capisco che il fantasy sia un genere particolare, perché quello che è stato realizzato con questo libro è quello di toccare tematiche che vanno dentro. Poi sta all’animo del lettore cogliere gli spunti di riflessione e se ci sono riuscita per me è già molto. Un altro motivo per cui ho deciso di ambientarlo qui ho percepito amore e odio nel Gargano, fino a qualche anno fa ho continuato a vedere le difficoltà di questo luogo. Adesso non riesco nemmeno a pensare di vivere in un altro luogo. Volevo dare valore a questo posto, perché la magia è negli occhi di chi lo guarda”.

Lily quindi racconta un Gargano diverso, come una sfumatura percepibile appena prima del crepuscolo. Questo scorcio di Capitanata diventa un affresco della società contemporanea, di quella lotta eterna che filosoficamente si riconduce al Bene e al Male, e che si manifesta nelle azioni degli uomini. Un altro importante aspetto del libro è quello relativo al mondo della scuola, un’istituzione che secondo Daniela (soprattutto dopo la pandemia) ha messo in evidenza i suoi punti di forza.

“Alla fine, la magia fine a se stessa esiste e la possiamo avere tutti i giorni, trasformando le cose della realtà e unendole alla nostra parte più infantile, i bambini sono bellissimi proprio perché continuano a sognare, mentre da adulti si perde quella spensieratezza - conclude Mastromatteo - Dal mio punto di vista ho capito che la cattiveria intesa come entità non esiste. Esistono persone che sono talmente ingabbiate nell’oscurità per moltissimi motivi, come credenze in cui sono cresciuti, cultura e ferite, che portano la persona ad essere meno consapevole della propria bontà. Il loro essere cattivi è uno scudo. Così come l’antagonista, considerato brutto e che nessuno ha mai voluto. Bisogna diventare consapevoli ad un certo punto. In più la scuola è una cosa importantissima, perché è da lì che si insegna al ragazzo qualcosa, perché a differenza degli adulti con loro si può ancora lavorare. Ecco perché è presente nel libro e ho superato la paura di essere paragonata ad Harry Potter”.


Silvia Guerrieri

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Piero Paciello
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