Immersione nei gusti del Gargano con il giovane pastore Luigi Pio Giordano

Lunedì 22 Giugno 2020
Immersione nei gusti del Gargano con il giovane pastore Luigi Pio Giordano
Si chiama Luigi Pio Giordano ed è un giovane pastore di Carpino che nel suo territorio ha trovato l’espressione più sincera di passione e tradizioni. Lo presenta con un post su Facebook Domenico Antonacci, programmando una visita con Gargano Natour particolarità e tecniche della masseria di Luigi sul Lago di Varano. Una piena immersione nei gusti del Gargano, con i suoi tramonti e le sue sfumature, visti attraverso gli occhi di un giovane pastore. “Voglio fare qualcosa per il territorio - racconta a l’Attacco Giordano - Il mio desiderio più grande, per quanto riguarda il formaggio, è quello di produrre un prodotto il più naturale possibile, mantenendo quelle proprietà che fanno bene al nostro corpo, quindi gli elementi nutritivi. Se non li mangiamo e non li conosciamo, il nostro corpo li rifiuta”.

Il territorio è il suo maestro e la natura la sua Musa, un matrimonio di sensazioni e prodotti locali che per Luigi Giordano fanno parte di una tradizione complessa. Ma quando nasce questo sogno? “Ho frequentato l’istituto tecnico agrario a San Severo e sono stato in convitto per cinque anni, è stato il primo distacco dalla famiglia - spiega - Questa è stata un’esperienza che mi ha fatto capire quanto tenessi alla mia terra e al contatto con gli animali. Mi ha permesso di crescere e di conoscere nuove realtà, questo è importante perché comprendi quello che hai intorno e le bellezze del territorio. Dopo questo percorso mi sono dedicato alla masseria, concentrandomi sul benessere degli animali negli ultimi dieci anni, In questo periodo ho imparato ad allevarli. Si dice che pastori si nasce, ma a me questa affermazione non piace, perché si diventa tutto. È l’impegno che ci metti che ti insegna ad esserlo però”.

Continua: “Adesso sono arrivato ad un momento particolare, perché mi sono reso conto che non basta più saper fare l’allevatore e mi sto dedicando al nome dell’azienda. Noi ancora non abbiamo un nome e questo mi dispiace, perché di questi tempi è importante. Sono elementi fondamentali per l’azienda e per questo gli sto dedicando maggiore attenzione. Seguendo sempre l’etica della produzione di un prodotto naturale, con i suoi pro e contro”. Per il giovane pastore di Carpino il lockdown non è stata un’esperienza negativa, ha invece portato nuovi progetti e nuove riflessioni. “Ho benedetto i 90 giorni di lockdown, qualcosa che ultimamente ho ripetuto spesso - confessa Giordano - Perché li ho guardati con occhi diversi, mi hanno permesso di guardarmi dentro e questo è stato positivo. Se durante i mesi prima del Covid scappavo ovunque per rispettare gli impegni, nel momento in cui non è stato più possibile sono riuscito a scoprire tutto un altro mondo. Ho potuto lavorare con maggiore dedizione e ho compreso cosa vuol dire dedicarsi con l’anima a qualcosa. Sono momenti positivi, perché mi hanno permesso di rivedere la mia vita. ho riscoperto la sensibilità delle persone nel cercare il formaggio e in molti l’hanno acquistato”.

Un formaggio per essere di qualità deve rispettare alcune caratteristiche. “Igiene nei passaggi per primo, dalla mungitura al caseificio - aggiunge il pastore - È un aspetto molto importante, altrimenti la qualità del prodotto diminuisce. La lavorazione del latte è importante, bisogna lavorare a basse temperature. E ci si deve dedicare al formaggio, bisogna mantenerlo vivo e prendersene cura. Si deve sentire come suona e questo è un bel lavoro da fare. È bella anche l’umiliazione, se vogliamo, del formaggio che non esce bene per forma o sapore, perché si impara tanto e fa parte dell’esperienza. Non hai mai la certezza di come uscirà, segui le sensazioni. È bello poter offrire qualcosa e nel prodotto c’è tutta questa passione. In questi dieci anni ho compreso come il formaggio dopo 60 giorni, per esempio, vada bene, comincia a parlarti in qualche modo e a farti capire com’è venuto. Il tempo che ci ha fermato è servito anche a questo, ci ha fatto capire i risultati non arrivano da un giorno all’altro”.

Il sogno nel cassetto di Luigi Giordano è riuscire a valorizzare la sua masseria, offrendo una opportunità a grandi e piccoli. “La masseria si concentra sui tramonti, sono una particolarità da qui soprattutto in questo periodo dell’anno - dice - Il mio sogno è avere una masseria didattica, voglio condividere il nostro territorio e i sapori, oltre all’etica, partendo dai bambini. Sono convinto che una certa educazione fin da piccoli può intervenire sul futuro della persona, se si interviene facendo conoscere queste possibilità ai bambini sapranno che c’è”.


Silvia Guerrieri

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