Al lavoro nei campi con Unick, Pasquale Dedda contadino all'antica

Lunedì 22 Giugno 2020
Al lavoro nei campi con Unick, Pasquale Dedda contadino all'antica
Attenzione all'impatto ambientale, alle proprietà benefiche del prodotto, al rispetto del territorio e della natura, sono questi gli elementi che contraddistinguono il lavoro di Pasquale Dedda, giovane agricoltore di Carapelle che in piena emergenza sanitaria ha dato vita ad un marchio industriale: “la pasta a cavallo”, dopo aver salvato uno stallone da tiro francese destinato alla macellazione ora diventato animale da trazione per il lavoro su di un appezzamento di terreno coltivato a grano Senatore Cappelli e Saragolla. Primi in Italia ad utilizzare l'animale per la lavorazione del grano duro, l'azienda agricola di Pasquale Dedda è stata al centro dell'attenzione anche di una emittente tedesca che, giunta sui campi del foggiano, ha inteso vedere da vicino la produzione effettuata dal giovane agricoltore.

"Amo da sempre la mia terra, nonostante avessi avuto in passato la possibilità di andare via - racconta a l'Attacco Pasquale Dedda -. Dopo la laurea in scienze e tecnologie alimentari conseguita nel 2012 ho partecipato a dei corsi di specializzazione sulla gestione della sicurezza alimentare frequentati a Napoli, per occuparmi nel migliore dei modi dei terreni di famiglia. Tutti i nostri campi erano destinati alla coltura della vite, che presentavano una resa scarsa, pertanto non appena ho preso in mano le redini dell'azienda ho pensato di riconvertire la produzione in grano duro in modo tale da poter mettermi al passo con la tipicità della nostra provincia - continua Pasquale raccontando le fasi di lavorazione del suo grano -. Mi sono concentrato sulle varietà cerealicole del senatore Cappelli e del Saragolla che sono a basso tenore di glutine, certo, le rese sono più ridotte rispetto ad altre tipicità. La trasformazione in farina del nostro grano avviene grazie ad un mulino artigianale in pietra vulcanica dell'Etna che presenta un punto basso di erosione, la cui tipicità consente di non immettere impurità nel prodotto".

"La nostra è un'agricoltura biodinamica, diversa dal biologico, si lavora il terreno in base alle fasi lunari, utilizzando la trazione dell'animale che apporta tanti benefici all'azienda quali l'impatto zero e la modifica della granolumetria del terreno, favorendo il drenaggio dell'acqua e l'areazione per dare ottimi prodotti finali che saranno ancora migliori dopo la lavorazione in campo con il nostro nuovo aiutante - prosegue Dedda, raccontando la storia dell'animale, suo nuovo compagno di lavoro, salvato in extremis da una fine certa -. Unick è un cavallo da tiro francese che dopo una carriera come stallone rischiava di creare consanguineità trasmettendo alla progenie problematiche varie, poi destinato alla macellazione, è stato da noi salvato. Ci siamo attivati mettendoci in contatto con Tony e Michy, organizzatori del progetto torinese 'Save the working horse' facendo loro richiesta per ottenere un cavallo che potesse essere utile per la coltivazione del grano duro in campo aperto. Unick è stato segnalato con l'apposizione di una striscia rossa sul dorso, indicante la sua salvezza non appena è arrivato al macello. Una volta giunto in azienda, abbiamo introdotto l'animale alla trazione dei macchinari agricoli e lo abbiamo abituato al lavoro nei campi".

"Siamo i primi in Italia a chiudere la filiera del grano facendo tutto da noi e ad usare il cavallo per la produzione di grano duro. Abbiamo dato vita negli ultimi giorni anche ad un brand industriale, il cui marchio grafico è stato affidato all'Accademia delle Belle Arti di Foggia e creando una borsa di studio destinata al gruppo che meglio ha realizzato il progetto. Potevamo scegliere uno studio grafico, invece abbiamo inteso favorire i nostri giovani che hanno creato il logo costituito dalla testa di Unick circoscritta da un cerchio che simboleggia la nostra auto sufficienza nella produzione, impacchettamento e distribuzione del prodotto", conclude orgoglioso il giovane agricoltore.


Claudia Ferrante

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Piero Paciello
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