È di Manfredonia la mano dietro Diabolik

Venerdì 27 Settembre 2019
È di Manfredonia la mano dietro Diabolik
Da Diabolik a Tex, fino a Topolino. Il fumetto, diffusosi all’inizio del secolo scorso, ma nato sul calare dell’800, è diventato nel tempo una vera e propria arte. Il fumetto viene pubblicato inizialmente sui quotidiani, nelle forme della tavola domenicale e della striscia quotidiana. Trova poi, a partire dagli anni Trenta, una sua forma specifica di pubblicazione, il comic book.

Il connubio tra elementi, costituite dall’immagine (vignette) e dialoghi, ha rapidamente conquistato il pubblico fino a divenire dominante nelle pagine dei supplementi a colori di molti quotidiani americani, rivolti a un pubblico sia adulto che infantile. Negli anni il Giappone si è ampiamente specializzato nella produzione dei Manga, che si distinguono totalmente dall’idea del comune fumetto. In Italia le prime produzioni originali arrivarono dopo la guerra, il mercato e la produzione fumettistica di consumo si era ormai focalizzata attorno al colosso editoriale Disney, che fondò anche una scuola diventata punto di riferimento mondiale per la produzione.

Tanti sono stati gli artisti che si sono cimentati nell’illustrazione dei fumetti, “Il Corriere dei Piccoli” settimanale del “Corriere della Sera” diede ampio spazio a queste produzioni. Ma anche oggi sono in molti a misurarsi con l’arte del fumetto, appassionati e nostalgici diventati veri e propri professionisti. Tra di essi vi è Antonio Muscatiello, di Manfredonia, classe 1960. Ha debuttato nel mondo dei fumetti all' età di 16 anni con una storia a fumetti sulla rivista "Doppiovu", edita dalla Mondadori .

Dopo un corso di aerografo a Torino si è dedicato all' illustrazione iperrealistica ed alcune sue opere sono apparse alla fine degli anni ottanta sulla rivista " Il Disegno", sempre della Mondadori ed esposte al Lingotto di Torino. “Dopo anni passati a fare il fumettista, il grafico, l' illustratore, il fotografo, ho ripreso a disegnare fumetti circa 7 anni fa, portando con me, ora che sono ‘tornato’, tutta l’esperienza maturata in questi anni nelle varie discipline intraprese - racconta a l’Attacco Muscatiello -. Amante del genere in costume (supereroi Marvel) e del poliziesco, sono entrato nello staff dell' Astorina, a disegnare uno dei personaggi che ho amato da sempre: Diabolik, ritenendo il ‘Re del Terrore’ il personaggio ideale per il mio modo di disegnare. Ho sempre amato fare fumetti, anche se tutto ciò che ho fatto al di fuori di questo mondo l’ho fatto con lo stesso impegno”.

Nonostante lavori per i produttori dello storico Diabolik, Muscatiello continua a vivere a Manfredonia. “Fortunatamente internet mi permette di lavorare da casa mia senza spostarmi ed è l’ideale per un poltrone come me (scherza n.d.r.) – afferma l’illustratore -. Quando ho finito le tavole le spedisco all' Astorina tramite We Transfer in alta risoluzione”. Il mondo del fumetto ha subito un’evoluzione incredibile e naturalmente l’era digitale ha messo in discussione anche il suo ruolo nel panorama culturale, non sono tantissimi i ragazzi che, abituati al tutto e subito sul proprio smartphone, si prendono del tempo per sfogliare le pagine di questi prodotti letterari. Eppure gli appassionati non mancano.

“Per un appassionato i fumetti rappresentano l' aria. È un evasione dal mondo quotidiano. Qualcuno ha scritto che quando ci si trova in un fiera del settore, dove incontra oltre che i suoi amici su carta anche i rispettivi autori, sembra di trovarsi nel ‘Paese dei Balocchi’. Oggi, nell'era digitale e dei videogame, i ragazzi amano ancora la carta, e te ne accorgi dalla marea di fans che affollano le fiere. Certo molti ci vanno anche per i videogamesma, ripeto, moltissimi ci vanno per i fumetti. Eh si, i comics non sono morti, ed il digitale non li ucciderà”.

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Piero Paciello
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