30 anni fa la strage di San Nicola, Torremaggiore ricorda i tragici omicidi a Palazzo di città

Domenica 6 Dicembre 2020
30 anni fa la strage di San Nicola, Torremaggiore ricorda i tragici omicidi a Palazzo di città
La sera del 6 dicembre del 1990, a Torremaggiore si consumò un delitto efferato, il cui ricordo è ancora vivo tra i cittadini. Michele Manzulli, già colpevole dell’omicidio del fratello nel 1975, dell’accoltellamento del padre per ragioni di eredità e del ferimento di un brigadiere, nel 1987, riconosciuto semi-infermo di mente, uscì dal carcere grazie ai benefici della legge Gozzini che prevedeva misure alternative alla detenzione. L’uomo reclamava una casa popolare. Gli addetti comunali gliene avevano assegnata una, ma Manzulli pretendeva un’altra, impossibile da concedere perchè già occupata. Dopo ripetuti dinieghi, l’uomo si presentò in municipio per l’ennesima richiesta.


Quella sera si era appena conclusa la riunione della giunta comunale, quando all’improvviso, dopo un alterco, Manzulli estrasse due pistole, cominciò a sparare verso i presenti. Morirono sul colpo l’assessore Lucio Palma e il segretario comunale Antonio Piacquadio. Anche l’allora sindaco Pietro Liberatore venne colpito ma insieme ad altri, riuscì a fuggire. Manzulli lo inseguì continuando a sparare all’impazzata. Il sindaco riportò gravi ferite e l’aggressore, credendolo morto, fuggì; dapprima si appropriò di un furgone in quel momento di passaggio nei pressi della casa comunale, una volta a San Severo prese un taxi ma venne intercettato e arrestato dalla squadra mobile di Foggia.


Liberatore, pur essendo in condizioni critiche, riuscì a salvarsi. In quell’occasione, venne ferito anche il capogruppo DC Severino Carlucci.

Al processo, Manzulli dichiarò: “Volevo fare pulizia e liberare Torremaggiore dagli amministratori corrotti, mi ha ispirato Padre Pio”. Venne dichiarato colpevole e condannato all’ergastolo ma in appello ottenne il riconoscimento del vizio parziale di mente e la pena venne ridotta a 22 anni e 6 mesi. L’opinione pubblica fu molto scossa da questo episodio, le amministrazioni comunali che si susseguirono da allora hanno dedicato alla memoria dei due caduti dapprima una targa sulla facciata di Palazzo di Città e l’intitolazione dello spazio antistante la Pineta, il parco verde più frequentato dalla comunità, chiamato appunto piazzale Palma e Piacquaddio.
Anche oggi Torremaggiore ricorda quella che per tutti è diventata la strage di San Nicola (il 6 dicembre, appunto, cade la celebrazione del santo in questione) con una messa in suffrago dei due caduti e la deposizione di fiori sulle tombe di Palma e Piacquaddio. Sul balcone principale del municipio l’amministrazione comunale ha apposto uno striscione per ricordare l’infausto giorno sul quale si legge: “La cittadinanza tutta non dimentica”.

Cinzia Celeste

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Piero Paciello
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