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Campione nella pizza. Ma anche di solidarietà

Martedì 21 Maggio 2019
Da vicecampione del mondo di pizza a campione di solidarietà. Giuseppe Di Meo, titolare del locale Queen Mama a Cerignola, lancia il Pizza Day ovvero la possibilità di degustare una margherita a pranzo: il ricavato della giornata andrà devoluto all'associazione Unitalsi, sottosezione di Cerignola.

“L'evento è nato in collaborazione con un altro collega di Carapelle, Giovanni Rinaldi – racconta Di Meo a l'Attacco –. Il tutto è partito durante un giorno di chiusura della pizzeria, mentre sperimentavamo dei nuovi impasti e dei nuovi abbinamenti per le farciture. Devo sottolineare anche che l'idea di devolvere l'incasso in beneficenza è scaturita dall'attività di Antonio Scapicchio, presidente dell'associazione Passione Pizza a cui sono iscritto, il quale organizza eventi del genere nella sua città, ad Andria”.

L’Unitalsi è l’acronimo di Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali. Dal 1903 è alimentata dall’operosità gratuita di volontari che si impegnano per organizzare, accompagnare, assistere durante i pellegrinaggi le persone con disabilità, malate, anziane o bisognose di aiuto. A Cerignola è diretta da Rita Camerino e il marito Giuseppe Manzulli. “Devo dire che hanno gradito molto la notizia – dichiara Di Meo – perché sono risorse importanti per un'associazione che prova a dare sostegno ai malati. Come mai ho scelto loro? Ripeto, il presidente Scapicchio devolve in beneficenza grandi somme che reperisce da qualsiasi evento e allora ho voluto seguire il suo esempio. Infatti, quest'anno ha donato i proventi di una manifestazione che si tiene nella sua città”.

L'iniziativa, quindi, si terrà oggi a Cerignola, alle ore 12, e avrà anche altre tappe in giro per la provincia e la regione. “Ci sono già una 50ina di prenotazioni – conferma Di Meo – quasi tutti provengono da Cerignola. La spesa minima è 5 euro, il costo di una margherita, poi ognuno spende in base a quello che ordina alla carta”.
Oltre alla sua generosità, il pizzaiolo cerignolano ha intercettato la solidarietà di altre aziende che hanno deciso di donare le materie prime con le quali creare le pizze, in modo da abbattere i costi. Ad esempio, la farina arriva dai molini Casillo, la mozzarella (10 chili, ndr) proviene da un caseificio di Matera di Giuseppe Abbatangelo, mentre il rivenditore è Il Motto di Matteo Antonacci e, infine, ilbasilico dall’azienda dei fratelli Giurato.

La creatività di Giuseppe Di Meo, poi, non si ferma qua, perché per il 5 maggio ha già in mente un nuovo evento, una degustazione di pizza con abbinamento di vini, prosecchi e spumanti. “Sono in programma quattro portate – spiega a l'Attacco –, quattro pizze d'autore. L'iniziativa rientra in un progetto che sta portando avanti un collega di Terlizzi, Vincenzo Florio, che ha una sua Accademia: abbiamo deciso di creare una pizza antipasto abbinata a un prosecco, poi una margherita, un'altra pizza farcita e, infine, la pizza dolce con il moscato. Una sorta di viaggio sensoriale che richiama le portate di un pranzo”.

Una degustazione di pizze gourmet, quelle che hanno preso il sopravvento, accompagnate da bevande selezionate da un sommelier. Una cura particolare, quindi, per una pizza che nella lavorazione segue la tradizione, ma nell’abbinamento dei sapori cerca di proporre qualcosa di nuovo. Nel mondo della pizza sta succedendo ciò che in quello della cucina è in atto già da tempo: un’evoluzione – quasi una rivoluzione – che pone al centro del mestiere di pizzaiolo la ricerca, l’attenzione agli ingredienti, la conoscenza del territorio.

Dopo anni in cui tutti improvvisavano, i locali si facevano la guerra ad abbassare il livello dei costi, e con essi le materie prime, qualcosa è definitivamente cambiato. E forse è un cambiamento alla portata di tutti. Se le cucine stellate restano appannaggio dei portafogli di pochi infatti, le pizze, anche quelle gourmet, restano un cibo popolare per prezzo e per sapore.
oggi
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